Quando acquistiamo fragole al supermercato, siamo convinti di portare a casa uno dei frutti più ricchi di vitamina C, antiossidanti e sostanze benefiche per il nostro organismo. Studi nutrizionali confermano che le fragole sono una buona fonte di vitamina C, con circa 50-60 mg per 100 grammi, oltre che di antocianine e polifenoli, composti con attività antiossidante documentata. Tuttavia, il contenuto effettivo di questi nutrienti può variare sensibilmente in base a varietà, grado di maturazione, modalità di coltivazione, tempi e condizioni di conservazione. La questione non riguarda solo la qualità organolettica, ma anche il reale apporto nutritivo di un prodotto che spesso arriva sugli scaffali dopo processi che possono ridurre parte dei suoi micronutrienti, in particolare la vitamina C, notoriamente sensibile a ossigeno, luce e temperatura.
Quando la raccolta prematura impoverisce il frutto
La maggior parte delle fragole destinate alla grande distribuzione viene raccolta quando è già rossa ma spesso leggermente prima della piena maturazione, per resistere meglio al trasporto. Le fragole non sono frutti climaterici, cioè non continuano a maturare in modo significativo dopo la raccolta, a differenza di banane o mele. Ciò significa che il loro contenuto di zuccheri e la composizione di molti composti bioattivi si stabilizzano al momento del distacco dalla pianta.
Diversi studi mostrano che le fragole lasciate maturare completamente sulla pianta possono avere contenuti maggiori di vitamina C e composti fenolici rispetto a quelle raccolte a uno stadio di maturazione meno avanzato. Le differenze quantitative dipendono dalla cultivar e dalle condizioni di crescita. Non tutte le fragole raccolte un po’ prima sono necessariamente molto più povere, ma in generale la piena maturazione sulla pianta è associata a contenuti più elevati di antocianine, polifenoli e vitamina C in diversi studi sperimentali.
Il lungo viaggio e la perdita di nutrienti
Dopo la raccolta, il contenuto di vitamina C e di altri composti sensibili nelle fragole tende a diminuire durante conservazione, trasporto e stoccaggio. La vitamina C è particolarmente instabile in presenza di ossigeno, luce e temperature relativamente elevate.
Studi su fragole conservate in condizioni di refrigerazione mostrano che a 4°C per 5-7 giorni, la perdita di vitamina C può essere nell’ordine del 10-30%, a seconda della varietà e delle condizioni di imballaggio. A temperature più alte, come 10-20°C, le perdite di vitamina C possono essere molto più marcate e rapide. In condizioni di conservazione sfavorevoli o prolungate, la vitamina C nelle fragole può ridursi anche di circa il 40-50% rispetto al valore iniziale.
Di conseguenza, fragole che hanno viaggiato a lungo e sono rimaste per molti giorni nella catena logistica possono presentare contenuti di vitamina C e alcuni antiossidanti inferiori rispetto a frutti consumati poco dopo la raccolta, pur rimanendo comunque un alimento interessante dal punto di vista nutrizionale.
Pesticidi, pratiche colturali e fitochimici
Le fragole convenzionali sono tra i frutti che più frequentemente presentano residui di fitofarmaci, pur generalmente sotto i limiti di legge, come mostrano monitoraggi europei e statunitensi. Oltre al tema dei residui, alcune ricerche hanno confrontato fragole biologiche e convenzionali.
Uno studio condotto in California ha rilevato che le fragole biologiche avevano in media concentrazioni più elevate di vitamina C e composti fenolici totali, oltre a maggiore attività antiossidante, rispetto a quelle convenzionali, sebbene con variazioni tra aziende e campi. Altri lavori hanno osservato differenze nei profili di polifenoli e antocianine tra sistemi colturali, con alcune tendenze favorevoli al biologico.
I sistemi di coltivazione meno intensivi, come quelli biologici, sono stati associati in alcuni studi a livelli più elevati di vitamina C e polifenoli nelle fragole, probabilmente per differenze complessive nella gestione agronomica e nelle condizioni di stress della pianta. Per quanto riguarda il lavaggio, il risciacquo e l’ammollo in acqua sono raccomandati per ridurre residui superficiali di terra, microrganismi e parte dei pesticidi. Trattamenti di lavaggio prolungati possono determinare una modesta perdita di nutrienti idrosolubili, inclusa un po’ di vitamina C, ma l’effetto è in genere relativamente limitato rispetto alle perdite dovute a stoccaggio lungo o temperature non adeguate.

Fragole fuori stagione e valori nutrizionali
Trovare fragole in inverno è possibile grazie a serre riscaldate e importazioni da altri Paesi. L’epoca di produzione, le condizioni di luce e temperatura e il sistema di coltivazione influenzano sapore, contenuto zuccherino e profilo di vitamina C e polifenoli.
Alcuni studi hanno mostrato che fragole coltivate in pieno campo nella stagione ottimale possono presentare contenuti di vitamina C e composti fenolici superiori rispetto a fragole prodotte in serra in condizioni meno favorevoli di luce, anche a parità di cultivar. In diversi confronti sperimentali, fragole prodotte in condizioni ottimali di stagione hanno mostrato contenuti di vitamina C sensibilmente maggiori, anche dell’ordine di decine di punti percentuali, rispetto a frutti coltivati fuori stagione o in condizioni meno favorevoli.
Come riconoscere fragole con un profilo nutrizionale migliore
Esistono alcuni indicatori pratici che possono aiutare i consumatori a selezionare fragole con maggiori probabilità di mantenere un buon apporto nutrizionale. La colorazione uniforme e intensa rappresenta un indice di uno stadio di maturazione più avanzato e si associa in genere a maggior contenuto di antocianine e migliore qualità organolettica. Una colorazione rossa uniforme, senza ampie zone bianche o verdi, è il primo elemento da valutare al momento dell’acquisto.
La varietà e il metodo di coltivazione influenzano più dei soli calibri il contenuto di vitamina C e polifenoli. La dimensione, da sola, non è un indicatore affidabile di valore nutrizionale. Scegliere fragole locali o nazionali riduce in media il tempo tra raccolta e consumo, il che aiuta a limitare la perdita di vitamina C e altri composti sensibili. La gestione della catena del freddo è comunque cruciale. Acquistare fragole nel loro periodo naturale di produzione, in Italia indicativamente da aprile a giugno per molte varietà di pieno campo, aumenta le probabilità di ottenere frutti con migliore qualità organolettica e buoni tenori di vitamina C e antiossidanti.
Fragole congelate: un’alternativa valida per i nutrienti
Le fragole congelate subito dopo la raccolta possono, in diversi casi, conservare meglio la vitamina C e molti antiossidanti rispetto a fragole fresche che hanno trascorso molti giorni nella filiera a temperature subottimali. Una revisione scientifica ha mostrato che per molti frutti, incluse le fragole, i livelli di vitamina C e polifenoli in prodotto congelato sono spesso comparabili a quelli del fresco consumato entro pochi giorni, e talvolta superiori a quelli del fresco conservato a lungo.
Il congelamento rapido blocca in larga misura le reazioni ossidative che degradano vitamina C e composti fenolici. Il principale svantaggio è sulla consistenza, con tessuto più molle dopo lo scongelamento, non tanto sul contenuto in micronutrienti. La scelta ideale, dal punto di vista nutrizionale e sensoriale, rimane quella di consumare fragole fresche di stagione, locali e ben conservate al freddo, ma l’opzione delle fragole surgelate subito dopo raccolta è una buona alternativa quando la stagione non lo consente.
Fare scelte consapevoli per massimizzare i benefici
Sapere che varietà, metodo di coltivazione, grado di maturazione, durata e condizioni di trasporto e stoccaggio influenzano il contenuto di vitamina C e antiossidanti delle fragole permette di fare scelte più consapevoli. Un frutto può apparire perfettamente rosso e lucido, ma aver perso una quota non trascurabile di vitamina C dopo una lunga conservazione a temperatura non ottimale.
Orientarsi verso fragole di stagione, di provenienza relativamente vicina, provenienti da sistemi di coltivazione meno intensivi come il biologico dove possibile, e consumate in tempi brevi dalla raccolta o, in alternativa, surgelate poco dopo il raccolto, è una strategia coerente con quanto emerge dalla letteratura scientifica per massimizzare l’apporto nutrizionale di questo frutto. La consapevolezza delle dinamiche che influenzano il valore nutritivo delle fragole ci permette di valorizzare al meglio questo prezioso alimento, scegliendo prodotti che mantengono davvero le promesse nutrizionali che ci aspettiamo da loro.
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