Perché alcune persone sognano sempre di essere inseguite, secondo la psicologia?

Sono le tre di notte, stai dormendo beatamente e all’improvviso ti ritrovi a correre come se qualcuno ti stesse inseguendo con un machete. Le gambe non si muovono, o meglio, si muovono al rallentatore come in quegli episodici momenti imbarazzanti quando cerchi di correre sott’acqua. Il cuore pompa come se avessi appena corso una maratona. Ti svegli di colpo, sudato, con il respiro che sembra quello di qualcuno che ha appena scalato l’Everest in ciabatte. E realizzi: era solo un sogno. Di nuovo.

Se ti riconosci in questa descrizione, congratulazioni: fai parte del club non ufficiale ma vastissimo delle persone che sognano regolarmente di essere inseguite. E no, non è solo perché hai guardato troppi thriller prima di dormire o perché hai esagerato con la pizza alle quattro formaggi a cena. C’è qualcosa di molto più interessante in gioco, e la psicologia ha parecchie cose da dire sul perché il tuo cervello ha scelto proprio l’inseguimento come tema ricorrente delle tue notti.

Benvenuto nel cinema horror personale che proietta solo per te

Prima di tutto, una precisazione importante: i sogni di inseguimento sono incredibilmente comuni. Non sei strano, non sei matto, e no, non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va in te. Studi sulla psicologia del sogno hanno dimostrato che scene di fuga, minacce e inseguimenti sono tra i temi più frequenti nelle esperienze oniriche, specialmente durante i periodi di stress o cambiamento. Questi sogni compaiono trasversalmente in tutte le culture e fasce d’età, rendendoli una sorta di esperienza onirica universale.

Ma perché proprio l’inseguimento? Perché non sogniamo tutti di volare felici tra le nuvole o di nuotare in una piscina di cioccolato? La risposta sta nel modo in cui il nostro cervello elabora lo stress, le paure e tutto ciò che preferiremmo ignorare quando siamo svegli.

Non stai scappando da un mostro, stai scappando da quella chiamata che continui a rimandare

Ecco dove la faccenda diventa davvero interessante. Gli esperti di psicologia del sogno, partendo dalle teorie classiche di Freud e Jung fino agli studi contemporanei, concordano su un punto: l’inseguimento nei sogni è quasi sempre una metafora. Non è un mostro casuale che ti corre dietro per puro divertimento sadico del tuo subconscio. È il modo in cui la tua mente rappresenta visivamente qualcosa da cui stai scappando nella vita reale.

E cosa potrebbe essere questo “qualcosa”? Le possibilità sono tantissime e tremendamente concrete. Potrebbe essere quella conversazione difficile che eviti da settimane con il tuo partner. Quel progetto di lavoro che continui a procrastinare perché ti terrorizza. La decisione importante che devi prendere ma che ti fa venire l’orticaria solo a pensarci. O ancora, potrebbe essere un’emozione che proprio non vuoi affrontare: la rabbia che reprimi da mesi, il senso di colpa che ti porti dietro, l’ansia che fingi non esista durante il giorno.

In pratica, il tuo cervello notturno è quel amico sincero che ti dice in faccia quello che tutti gli altri ti nascondono per gentilezza. Solo che invece di dirtelo con le parole, ti fa letteralmente correre per la vita mentre un inseguitore misterioso ti tallona. Sottile, no?

Chi è veramente l’inseguitore? Potresti essere tu

La parte ancora più affascinante è capire chi o cosa ti sta inseguendo nel sogno, perché questo dettaglio conta parecchio. Se l’inseguitore è una persona che conosci, ad esempio il tuo capo o un familiare, potrebbe rappresentare un conflitto non risolto con quella persona o le qualità che associ a lei: autorità, pressione, giudizio, aspettative. Quando invece l’inseguitore è una figura sconosciuta, oscura o addirittura invisibile, spesso rappresenta qualcosa di più astratto: ansia generalizzata, paura del futuro, o quella sensazione vaga ma persistente che qualcosa di brutto stia per succedere.

Ma attenzione, perché qui arriva il vero colpo di scena. Secondo l’approccio junghiano, molto studiato ancora oggi, l’inseguitore potrebbe rappresentare una parte di te stesso. Sì, hai capito bene: stai letteralmente scappando da te. Jung chiamava questo fenomeno “l’ombra”, quella parte della tua personalità che hai nascosto, rifiutato o represso perché la consideravi inaccettabile. Magari è la tua ambizione che hai sempre minimizzato per paura di sembrare arrogante. O quella rabbia che hai imparato a soffocare fin da bambino perché “non si fa”. O ancora, quella vecchia versione di te che pensavi di aver lasciato alle spalle ma che continua a bussare alla porta dell’inconscio chiedendo di essere riconosciuta.

Il meccanismo segreto: quando evitare diventa il tuo sport preferito

Per capire davvero perché sogni di essere inseguito, devi conoscere uno dei meccanismi psicologici più comuni e studiati: l’evitamento. E qui non stiamo parlando di evitare semplicemente qualcuno per strada che ti vuole vendere abbonamenti alla palestra. Stiamo parlando di evitamento come strategia di coping, cioè come modo abituale di gestire situazioni stressanti o emotive.

Steven Hayes e colleghi, pionieri dell’Acceptance and Commitment Therapy, hanno studiato a fondo quello che chiamano “evitamento esperienziale”: la tendenza a cercare di allontanarsi o sfuggire a pensieri, emozioni, ricordi o situazioni che percepiamo come minacciosi o dolorosi. Nel breve termine funziona benissimo: non pensi al problema, non senti l’emozione spiacevole, eviti la situazione difficile, e temporaneamente ti senti meglio. Il problema è che nel lungo termine l’evitamento è associato a livelli più alti di ansia, depressione e stress generale, come dimostrato da numerosi studi.

Tradotto in parole povere: quando continui a rimandare, ignorare o scappare dai problemi, questi si accumulano. E il tuo inconscio, che è decisamente meno bravo a mentire della tua parte razionale, lo sa perfettamente. Quindi di notte, quando le difese si abbassano e il cervello continua a elaborare le emozioni della giornata, quella tensione irrisolta si traduce nella scena più letterale possibile: tu che corri disperatamente mentre qualcosa ti insegue.

Perché il corpo ci casca sempre: la scienza dietro il panico da risveglio

Ma arriviamo a una domanda fondamentale: perché diavolo ti svegli con il cuore che batte all’impazzata, sudato e terrorizzato, se razionalmente sai che era solo un sogno? La risposta sta nel funzionamento del tuo sistema nervoso durante il sonno, in particolare durante la fase REM, quella in cui i sogni sono più vividi e intensi.

Durante il sonno REM, succede una cosa strana: il cervello è incredibilmente attivo, ma lo è in modo particolare. Le aree limbiche, quelle legate alle emozioni come l’amigdala, sono super attive, mentre le aree frontali che si occupano del controllo razionale e del pensiero critico sono relativamente addormentate. Il risultato? Le emozioni che provi nei sogni possono attivare le stesse risposte fisiologiche che si attiverebbero di fronte a una minaccia reale: battito cardiaco accelerato, respirazione affannosa, rilascio di adrenalina.

Il tuo corpo, in pratica, non sta facendo la differenza tra un orso grizzly che ti corre dietro per davvero e un mostro onirico. I circuiti di allarme del cervello sono accesi in entrambi i casi, e il sistema nervoso autonomo risponde di conseguenza. È il motivo per cui puoi svegliarti sentendoti come se fossi davvero scampato a un pericolo mortale.

Il mistero delle gambe che non corrono: colpa della paralisi REM

E poi c’è quel dettaglio assolutamente frustrante: nel sogno cerchi di correre ma le gambe sembrano di piombo, ti muovi al rallentatore come in una scena di slow motion involontario, e l’inseguitore continua ad avvicinarsi inesorabilmente. Questa sensazione ha una spiegazione fisiologica precisa.

Durante il sonno REM, i muscoli volontari sono temporaneamente paralizzati, un fenomeno chiamato atonia REM. È un meccanismo di sicurezza naturale che impedisce al corpo di mettere fisicamente in atto i movimenti del sogno, evitando che ti faccia male o che ti metta nei guai. Il cervello, però, percepisce questa impossibilità di muoversi e la integra nella narrazione del sogno. Il risultato? Quella terrificante sensazione di essere bloccato, lento, impotente proprio nel momento in cui avresti più bisogno di correre veloce.

Tutti gli inseguimenti non sono uguali: i dettagli che contano

Se vuoi davvero capire cosa il tuo sogno sta cercando di comunicarti, vale la pena prestare attenzione ai dettagli. Chi o cosa ti insegue, dove ti trovi, cosa provi: tutto questo conta. Gli studi sui contenuti dei sogni mostrano che i sogni tendono a riflettere temi, persone e preoccupazioni della vita quotidiana, anche se in forma trasformata e simbolica.

Nei sogni chi ti insegue più spesso?
Una figura oscura
Una persona che conosco
Un animale
Me stesso
Non lo so mai

Se ti insegue una persona conosciuta, chiediti: cosa rappresenta per te quella persona? Autorità? Critica? Aspettative? Il sogno potrebbe parlare di un conflitto con lei o di qualità che ti spaventa affrontare. Se invece l’inseguitore è una presenza vaga, indistinta o invisibile, spesso riflette ansia diffusa o paure che non hai ancora identificato chiaramente. Quando si tratta di animali, molte tradizioni interpretative vedono in essi l’espressione di istinti, impulsi o emozioni più “primitive” che fai fatica a gestire: rabbia, aggressività, desideri che hai imparato a reprimere.

Anche l’ambiente conta tantissimo. Scappare in luoghi familiari come la tua casa o il tuo quartiere può indicare che il problema riguarda la sfera domestica o le relazioni strette. Fuggire in ambienti labirintici, sconosciuti o surreali invece spesso riflette disorientamento, sensazione di essere intrappolato in una situazione senza uscita, o il non sapere letteralmente “dove andare” nella vita.

Il collegamento con lo stress: quando la vita reale diventa un incubo continuo

Non è un caso che i sogni di inseguimento tendano a comparire o intensificarsi durante i periodi più stressanti della vita. Esami, scadenze di lavoro massacranti, crisi di coppia, traslochi, lutti, cambiamenti importanti: tutte situazioni in cui il livello di stress sale e in cui spesso, consciamente o meno, adottiamo strategie di evitamento per reggere il colpo.

La ricerca è chiara su questo punto: stress cronico, disturbi d’ansia e depressione sono associati a una maggiore frequenza di incubi e sogni angoscianti. Quando la vita diventa troppo intensa, molti di noi cercano di “non pensarci”, scrollano sui social, si buttano sul lavoro o sulle serie TV, qualsiasi cosa pur di non stare con quelle emozioni difficili. Ma il cervello continua a elaborare tutto anche di notte, e il materiale emotivo non affrontato emerge nei sogni sotto forma di scene di minaccia e fuga.

In questo senso, i sogni di inseguimento ricorrenti sono un po’ come la spia della benzina sul cruscotto dell’auto: ti stanno segnalando che c’è qualcosa che richiede attenzione, che stai forse tirando troppo la corda con l’evitamento e che la pressione interna sta crescendo.

Cosa fare quando l’inseguitore diventa un ospite fisso delle tue notti

Se i sogni di inseguimento sono occasionali, niente panico: fanno parte della normale esperienza onirica. Ma se diventano molto frequenti, disturbano pesantemente il sonno o sono particolarmente angoscianti, potrebbe valere la pena di esplorarli più a fondo o chiedere aiuto.

  • Tieni un diario dei sogni: Annota i sogni appena ti svegli, con tutti i dettagli che ricordi. Questa pratica è usata in moltissimi approcci terapeutici e può aiutarti a individuare pattern ricorrenti e collegamenti con la vita da sveglio.
  • Fai un check emotivo onesto: Chiediti senza giudicarti: da cosa sto scappando in questo momento? Può essere una conversazione che rimandi, una decisione che eviti, un’emozione che non vuoi sentire. A volte semplicemente riconoscere cosa stai evitando può già fare la differenza.

Prova anche la tecnica del confronto immaginativo. Prima di addormentarti, immagina di rivivere il sogno ma questa volta fermati, girati e affronta l’inseguitore. Chiedigli chi è, cosa vuole, perché ti sta seguendo. Questa tecnica, chiamata imagery rehearsal therapy, è stata studiata da ricercatori come Barry Krakow e ha mostrato efficacia nel ridurre la frequenza e l’intensità degli incubi, specialmente in persone con disturbo post-traumatico.

Se riconosci di avere una forte tendenza all’evitamento, può essere utile sviluppare modi più funzionali di affrontare lo stress. Piccoli passi verso il confronto con i problemi, anche con l’aiuto di un professionista, possono migliorare sia il benessere diurno che la qualità del sonno. Se i sogni sono molto disturbanti, ricorrenti da lungo tempo, o sembrano collegati a esperienze traumatiche, parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta può essere davvero utile. Soprattutto se accompagnati da altri sintomi come ansia intensa, flashback o difficoltà a funzionare nella vita quotidiana, un intervento specialistico è consigliato.

Il lato positivo: quando l’incubo diventa un alleato inaspettato

Ecco la cosa sorprendente che probabilmente non ti aspettavi: i sogni di inseguimento, per quanto fastidiosi e sgradevoli, possono in realtà diventare una risorsa per conoscerti meglio. Invece di vederli solo come incubi da dimenticare il prima possibile, puoi considerarli come messaggi in codice dell’inconscio che cercano di attirare la tua attenzione su qualcosa di importante.

Sono uno specchio del tuo stile di affrontare le difficoltà. Se nei sogni ti ritrovi sempre a fuggire, forse è il momento di chiederti: nella vita reale, tendo più ad affrontare o a evitare? Quando le cose si complicano, qual è la mia prima reazione? Non si tratta di giudicarsi duramente: l’evitamento è una strategia umana, comprensibile, e tutti la usiamo in qualche misura. Si tratta piuttosto di aumentare la consapevolezza, di capire quando questa strategia ti sta servendo e quando invece ti sta limitando o facendo soffrire.

Molte persone che lavorano sui propri sogni in terapia riferiscono che, dopo aver identificato cosa stavano evitando nella vita reale e aver iniziato ad affrontarlo gradualmente, i sogni di inseguimento si sono ridotti, trasformati o addirittura fermati. In alcuni casi l’inseguitore nel sogno diventa meno minaccioso, o il sognatore riesce finalmente a fermarsi e confrontarsi con lui, scoprendo che non era così terrificante come sembrava.

Smetti di correre: il vero finale dell’inseguimento

I sogni di inseguimento non sono casuali, non sono solo il risultato di una cena pesante o di un film sbagliato. Sono espressioni significative del tuo mondo interiore, tentativi del cervello di elaborare stress, paure, conflitti e tutto ciò da cui stai metaforicamente scappando durante il giorno. Il fatto che siano così incredibilmente comuni dice molto su quanto, come esseri umani, tendiamo a preferire la fuga quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci spaventa o ci mette a disagio.

Ma la buona notizia è che una volta che inizi a prestare attenzione, una volta che smetti di liquidarli come semplici incubi fastidiosi e cominci a vederli come informazioni preziose sul tuo stato emotivo e sui tuoi pattern comportamentali, possono davvero diventare alleati nella crescita personale. La prossima volta che ti svegli con il cuore che batte forte dopo essere scappato da qualcosa o qualcuno, invece di girarti dall’altra parte cercando di dimenticare tutto, fermati un attimo. Respira. Chiediti: da cosa sto scappando davvero?

Perché alla fine, sia nei sogni che nella vita, l’unico modo per smettere di essere inseguiti è fermarsi, girarsi e affrontare ciò che ci corre dietro. Potrebbe non essere facile, ma quasi sempre è meno terrificante di quanto la nostra immaginazione e i nostri incubi notturni ci facciano credere. E chissà, magari scopri che quell’inseguitore misterioso voleva solo dirti qualcosa di importante che durante il giorno eri troppo occupato a ignorare.

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